Lince di fiume.

Che corri, che scalci. Che tra le mani non resti, sguisci, ti dimeni, anguilla. Lince di fiume. Tu corri, tu scalci. Tra i prati non vedi, c’è gente che crede tu sia una comune lince. Una lince di terra. Sei una lince di fiume, tu. Con quelle grandi orecchie e quelle agili zampe e quel piccolo cuore che batte veloce, veloce, che sbatte. Ti siedi un secondo, poi t’alzi. Seduta non sai stare. Fa caldo, fa freddo, hai sonno, hai fame. Lince di fiume, hai sete, hai sonno, hai fame. Il pelo si gonfia al primo sentore, hai paura di vedere e volere. Sei lince di fiume, cosa vuoi farci. Rimani un istante poi corri e ritorni. Ritorni un istante poi corri e non torni. Sei lince di fiume e il tuo fiume lo sa. A lui sei devota e non tanto più in là hai fatto tane vicine e lontane, per starci, per tornarci. Per fare la lince di fiume.

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