Boccate d’aria fresca.

Sono giornate di caldo torrido, quando la macchina si surriscalda. Raggiunge la temperatura della fusione dell’atomo e tu sei dentro. Pregusti l’istante in cui uscendo realizzerai che fuori, l’aria non è poi così calda. Il sole di mezzogiorno inganna. E’ ancora fresco, fresco da questo inverno. Insomma, scendi e pensi. Respiri e rilasci. Fresco. Una boccata d’aria fresca è quando lo spezzarsi di una routine, al termine di una prestazione, gratifica più della paura provata nei confronti del momentaneo cambio di direzione. Senti che è bene. Non perdi mai il respiro spezzato e l’ansia di quando hai davanti qualcosa di nuovo, ma saluti il nuovo come si saluta un amico visto la sera prima, al bar, che tanto è primavera. E’ guardare fuori e vedere avanti. Guardare avanti e vedere oltre. Vedere oltre e immaginarti altro.

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