gocce.

Lo schermo del telefono è piatto come una tavola, un piatto sopra una tavola. Piatto e nero, nero come il mondo fuori ma non dentro di me. S’accende lo schermo come un lcd di colori e palline colorate che in massa schizzano giù dalla scarpata e infrangendosi contro il muro della mia memoria, esplodono in una palette colori immensa ed infinita, così come la visione che ho del mio domani. I piedi un poco s’attaccano al parquet di una casa non casa non mia non ora ma un giorno sì, lo sarà, saremo in due. Sono sudati d’umidità che entra nel corpo e bagna il cuore, si sente il vapore di un istante che dura ore, di un bagliore che non ha più fine. è il moto che muove me e le mia gambe leggermente intrise di un tuo contatto. e come se l’avessi spenta anni fa, la luce mi sta bene soffusa, filtra un po’ di blu dalla finestra e di spiragli bianchi che illuminano il letto, leggeri, mentre fuori piove. mentre fuori piove non senti nulla se non la pioggia e ciò che credi di sentire. corpi insonorizzati stretti a loro stessi e spessi nel volume che insieme creano perchè non più soli. li amo. e l’alzarsi in piedi è la scusa per un altro bacio e poi tutto tace. mentre fuori piove non c’è peso nella mia mente, non c’è peso nel mio cuore la leggerezza mi solleva e mi porta via, lontana nel turbinio di vita che m’ha presa per mano, veloce e senza chiedermi permesso m’ha fatta felice di un nuovo inizio.

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