Huge Fridge.

Non m’importa sapere dove sto andando. M’importa sapere che alla fine esiste un luogo. Un luogo dove poggiare i bagagli, con cassetti pronti ad ospitare magliette pulite e calzini. Non m’importa sapere con chi sto viaggiando. M’importa sapere che ci sto andando io. Ben venga se accompagnata, sometimes, da una stretta di mano leggera e un sorriso sguaiato. Non m’importa sapere se infine scomparirete. Perchè alla fine scomparirete. Davanti o dietro ai miei occhi, a seconda della decenza. A seconda del momento. M’importa sapere che nella testa vorticano tanti pensieri. M’aiutano a ricordarmi di quanto importante sia mantenere le sinapsi in attività costante. M’importa salire veloce le scale e poi scenderle piano, per gustarmi il ritorno, più dell’andata. Non m’importa, credere che tutto sia sempre giusto. Fatto al momento giusto. Fatto nel posto giusto. M’importa sapere che la mia vita è opzionale. Che le mie scelte si multidirezionano. Che possono ancora farlo. Prima che il tempo si riduca al “troppo” e al “tardi”. Parole che insieme fanno solo paura. Voglio precederle. Colpirle alle spalle. Raggiungerle silenziosa e da dietro pugnalarle serena. Non doverle mai più pronunciare riferite a me stessa. Proseguire a spada tratta senza voltarmi a guardare cosa resta della polvere delle mie ali, su quali visi e cuori s’è posata. Basta. Ci sarà un giorno in cui mi verrà consegnato un lungo, lunghissimo scontrino bianco, tratteggiato da numerose righe e ancor più numerose voci. L’inchiostro, sarà di tipo economico. La carta, assolutamente riciclata. In fianco ad ogni voce, una casella e legata con un nastro al lembo delle sue spire, una matita. A quel punto l’impugnerò. Tirerò le somme, in fondo, facendone la prova del nove. Spunterò caselle. Tirerò righe di grafite e poi lo piegherò, me lo infilerò in tasca e tornerò di nuovo a fare la spesa. Per un frigorifero più grande. Per uno stomaco più vuoto. Per una persona doppiamente affamata.

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Un Commento

  1. Loris

    Il presente, il presente contiene tutto. è come l’universo, non è possibile comprenderlo cognitivamente, razionalizzarlo, tanto è ricco, pieno e infinito. Ma rimanendone connessi dal profondo, con i nostri sensi, allora il tutto arriva dentro di noi e noi stessi ne diventiamo parte. E quando questa connessione è totale, e il nostro cuore è aperto, allora il tutto si trasforma in amore.

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