Vocedelverbopensare.

Pensare è come ritoccare con mano le superfici degli oggetti che hanno fatto la storia dei nostri giorni passati. Momenti che ci sono sembrati indivisibili da noi, che abbiamo pensato come indispensabili ma soprattutto, come eterni.

Ripensare è come scegliere di nuotare ancora un volta, anche se per pochi istanti, nell’acqua della stessa piscina. Sentirne l’acqua leggermente stagnante e torbida sulle gambe, fino alle ginocchia. L’indecisione che vi è prima del tuffo. La paura di soffrirne il freddo.

Ma ecco che quella piccola frazione di gamba, di pelle, riemerge sulla plastica azzurra ripercorrendo a ritroso gli scalini umidi. Pensare va bene, ributtarsi.. no.

Pensare, è come scegliere di succhiare il ghiaccio dal bicchiere quando ormai è finito. E’ come scrivere su un pezzo di carta velina appoggiato su di una goccia d’olio.

Pensare è come scavare una buca di sabbia profonda e poi accorgersi che dentro non ci entriamo con tutto il corpo ma solo con un braccio, una gamba, una spalla. Per questo, quando penso, lascio badile e paletta nella cassetta degli attrezzi. Se scopro di poter scavare una grande buca con poca fatica sono quasi certa di potermici ritrovare completamente dentro e a quel punto sentirei le pareti di tufo sgretolarsi sotto le mie mani e mi lascerei cadere sempre più in basso.

Pensare, è come accendere una sigaretta e lasciarla fumare al vento. E’ come far bruciare lo scalogno tritato nella padella antiaderente. E’ come decidere di correre a piedi nudi sui vetri.

Pensare, a volte, è come staccare una foglia da un albero, chiuderla dentro ad un libro per lasciarla appassire…poi, rendersi conto che da secca, irrimediabilmente si sgretola lasciando dietro di se piccole ed insignificanti schegge di cellulosa. Ormai indurite dal tempo e dagli eventi.

Ultimamente, quando penso riesco a guardarmi da fuori, da circa un metro di distanza da dove mi trovo seduta. Riesco a percepire che sto pensando perché la fronte mostra delle piccole grinze, perché le mani fanno le solite cose che fanno quando pensano.

Riesco a percepire i pensieri come fuoriuscissero dalla nuca sottoforma di un nastro che mi è possibile riavvolgere, che se ascoltato al contrario rivela verità difficili da comprendere e cacofoniche all’udito.

Insomma, quando penso, penso che pensare è pensare al domani come a ieri. Ma che se penso a domani mi sento sicuramente più progressiva che retrograda. Che nella vita chi si ferma è perduto e se nell’andare avanti ti scappa di fare un paio di passi da gambero verde beh… avrai sempre il tempo di accendere la tv per guardare cinque minuti di gambero rosso e accorgerti che, in realtà, la vita scorre più veloce di quello che pensi. Più limpida di quello che vedi. Più salata di quello che senti.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: